29.09.2019-Padula: riflessioni sul fine vita al dibattito organizzato da Circolo Carlo Alberto e Banca Monte Pruno

Fine vita e testamento biologico. Riflessioni bioetiche“. Questo è il titolo del convegno che si è svolto ieri sera presso la nuova Aula Conferenze della Certosa di San Lorenzo a Padula. I saluti iniziali sono stati affidati al sindaco Paolo Imparato, mentre a moderare l’incontro è stato il Medico Chirurgo e Consigliere del Circolo Carlo Alberto Dr. Michele Carrara. Un tema, quello del fine vita, che da sempre ha creato conflitti, pensieri contrastanti nel mondo religioso e nel mondo laico.

Il dibattito, organizzato dal Circolo Carlo Alberto 1886 e dalla Banca Monte Pruno, per la quale era presente il Vice Direttore Area Mercato Antonio Pandolfo, in rappresentanza del Direttore Generale Michele Albanese, ha avuto un notevole impulso grazie alle battaglie condotte dall’Associazione “Luca Coscioni” che hanno portato l’attenzione mediatica su casi di persone affette da malattie irreversibili.

Bisogna evitare di vedere la cosa dal proprio punto di vista, calarsi sul campo, capire con il contatto con queste persone come comportarsi – ha dichiarato Maurizio Pintore, coordinatore dell’Hospice DS 66 di Salerno – chi vede una persona in un percorso di fine vita deve capire quali sono i fenomeni che incendiano la sua mente“.


Un tema davvero all’ordine del giorno, basti pensare ai casi di Dj Fabo, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro o Terry Schiavo, per citare solo alcune delle vicende umane, prima ancora che giudiziarie, che hanno acceso discussioni su temi quali l’eutanasia, l’assistenza al suicidio o la rinuncia a trattamenti sanitari salvavita.

Oggi non è conveniente parlare di morte – le parole di padre Alvaro Cacciotti Docente di Teologia – è quasi una maleducazione accennare a certi passaggi che nel nostro vivere quotidiano hanno a che fare con la morte. Il tema non richiede solo la nostra riflessione ma quella che si chiama ‘umiltà’ sul quale nessuno può arrivare ad essere il filosofo della situazione“.

Il caso mediatico serve a far discutere e non per essere preso come esempio – afferma Francesco Di Paola, dell’Associazione Luca Coscioni – Quello che oggi si può fare è avere la possibilità di non scegliere mentre prima si aveva l’obbligo di non scegliere. Una società come la nostra, che ammette la religione e la non religione, deve dare la possibilità di scegliere. Il tema è molto discusso perché abbiamo un’influenza legittima che è quella della Chiesa cattolica, ma lasciateci la possibilità di avere opinioni diverse, lasciateci la possibilità di scelta e non costringeteci a creare casi mediatici“.

Presente all’incontro, tra gli altri, il segretario generale del Comune di Padula, Francesco Cardiello.

– Elena Francesca Comuniello – tratto da Ondanews

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